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Sappiamo Davvero Qual È la Giusta Dieta per Gestire il Diabete?

Si parla spesso di diabete e alimentazione, ma sappiamo davvero qual è la giusta dieta per gestire le glicemie alterate e per prevenire disequilibri ad esse collegati?  Il diabete conclamato e le condizioni di glicemia alterata sono strettamente legate a sovrappeso, obesità e sedentarietà. Una modesta diminuzione del peso corporeo genera numerosi benefici a livello metabolico, riduce tutti i fattori di rischio cardiovascolare e porta a una riduzione della terapia farmacologica. Il motto dunque è “Partire dalla Base” modificando lo stile di vita, il che significa intervenire sulla dieta quotidiana e sull’aumento del dispendio energetico attraverso una buona dose di attività fisica. 

Dieta e Diabete: Non demonizzare i carboidrati, attenzione all'indice insulinico


In caso di sovrappeso/obesità le linee guida nutrizionali raccomandano una riduzione dell’introito energetico di 500-1000 kcal al giorno a seconda dei casi, insieme a un’attività fisica di almeno 150 minuti a settimana. Queste modificazioni, correttamente gestite attraverso l’intervento del medico e del dietista/nutrizionista, permette un miglioramento della sensibilità insulinica, fattore strettamente legato all’eccesso di grasso viscerale.

COMPOSIZIONE DELLA DIETA E IMPATTO DEI NUTRIENTI SU GLICEMIA E INSULINEMIA


La dieta della persona affetta da diabete o alterazioni glicemiche non si discosta molto dalle indicazioni generali per una sana e corretta alimentazione. Si raccomanda in ogni caso di evitare drastiche restrizioni e di non demonizzare i carboidrati. Questi ultimi dovrebbero infatti rappresentare il 45-60% delle kcal giornaliere, in base al controllo glicemico del paziente, alla composizione generale della dieta e al livello di attività fisica.

L'ARTICOLO IN POCHE PAROLE, ANZI, IN IMMAGINI...                                                                       

CARBOIDRATI


Molto importante è prestare attenzione alla qualità dei carboidrati consumati, in quanto alimenti diversi, anche se contengono la stessa quantità di carboidrati, sono capaci di generare risposte differenti sui livelli di glicemia una volta ingeriti. Si parla quindi di indice glicemico.  Alimenti come lo zucchero, i dolciumi, le bibite zuccherate, i succhi di frutta, le farine raffinate, i corn flakes, il riso bianco, la pizza, le patate lesse consumate calde presentano un elevato indice glicemico e hanno quindi il potere di far innalzare di molto i livelli di glicemia. Al contrario, alimenti come il riso integrale o basmati, i legumi, la pasta integrale, l’orzo in chicchi, il pane integrale e di segale hanno un impatto decisamente inferiore sui livelli di glicemia e per questo sono consigliati come fonte principale di carboidrati. Tuttavia l’indice glicemico da solo non è sufficiente perché considera solo la qualità dei carboidrati ingeriti, non la quantità. Per questo è stato introdotto il concetto di carico glicemico, che permette di confrontare l’effetto sulla risposta glicemica di porzioni equivalenti di alimenti diversi; quanto più basso è il carico glicemico minore sarà l’effetto sulla glicemia di quella porzione di alimento. Accanto all’indice e al carico glicemico, ultimamente si sta prendendo in considerazione anche l’indice insulinico, in quanto si è visto che il cibo esercita effetti non solo sui livelli di glicemia ma anche su quelli di insulina. Generalmente l’indice insulinico va di pari passo con l’indice glicemico, ma non è sempre così. Ci sono infatti alimenti con basso indice glicemico che però hanno un elevato indice insulinico come ad esempio il latte e i derivati, la carne, il pesce e i prodotti di pasticceria e merendine ricchi in grassi. L’indice glicemico considera solo l’impatto dei carboidrati. L’indice insulinico, invece, permette una valutazione più accurata, considerando anche proteine e grassi. Sappiamo che i carboidrati impattano sull’insulinemia per il 90-100%, le proteine per il 50%, mentre i grassi per il 10%.

PROTEINE


Per quanto riguarda le proteine, nella dieta di un soggetto diabetico il loro apporto deve essere tale da soddisfare il fabbisogno della persona. In linea generale si raccomanda un apporto pari a 1g per Kg di peso, con un’attenzione particolare al diabetico nefropatico, per il quale è richiesta una valutazione più accurata in relazione alla funzionalità renale. Importante è inserire una quota proteica ad ogni pasto, a partire dalla prima colazione, quindi niente diete dissociate! Un buon modo per mettere in pratica questa raccomandazione è rappresentato dai piatti unici della tradizione mediterranea: pasta e fagioli, riso e piselli, pasta al ragu, pasta e ricotta, farro e lenticchie, pasta con le sarde, ribollita….

GRASSI


I grassi devono rappresentare circa il 30% delle kcal giornaliere, con possibilità di salire fino al 35% a seconda del controllo glicemico della persona. Anche in questo caso la qualità è fondamentale, quindi andranno preferiti gli acidi grassi mono e polinsaturi ponendo attenzione al bilanciamento tra omega 6 e omega 3. Tutto questo si traduce nella riduzione della frequenza di carni rosse (soprattutto carni trasformate) e latticini a favore di pesce preferibilmente azzurro, noci, avocados, semi e olio extravergine di oliva (con attenzione alle quantità se si hanno problemi di peso). La limitazione maggiore va posta agli acidi grassi trans. Per fare questo basterà semplicemente tagliare sui prodotti industriali quali snacks, patatine, dolciumi e merendine.

FIBRE


Una dieta ricca in fibre è fortemente raccomandata alle persone diabetiche. Il quantitativo giornaliero è di 40g al giorno (o meglio 20g/1000kcal) rappresentato maggiormente da fibra solubile, quindi sostanzialmente frutta, verdura e legumi. Questo quantitativo è piuttosto elevato e poche persone riescono a raggiungerlo. L’introduzione di fibra in tutti i pasti è necessaria per modulare l’assorbimento di grassi e zuccheri. La presenza di fibra riesce ad abbassare i livelli di glicemia, insulina e lipemia (colesterolo e trigliceridi nel sangue). Evidenze scientifiche inoltre ci dimostrano che l’assunzione di verdure a inizio pasto riesce a potenziare questo effetto, agendo anche sulla perdita di peso e sul controllo dell’appetito.

SODIO


Per quanto riguarda il sodio è raccomandata una restrizione moderata che diventa ancora più importante per i diabetici ipertesi. In generale si consiglia di limitare fortemente l’utilizzo di prodotti conservati quali insaccati, formaggi, salse, carni e pesci in scatola e di limitare l’aggiunta del sale alle vivande a un cucchiaino al giorno.

Ma come tradurre tutto questo in termini pratici? Ecco un esempio di menu giornaliero che rispetta quanto detto finora.


COLAZIONE 

Pane di Segale integrale con Uovo strapazzato 

Tisana al Sambuco non dolcificata

 

SPUNTINO DI META’ MATTINA

Macedonia di kiwi e semi di chia

 

PRANZO

Insalata di Valeriana con scagliette di grana

Zuppa piccante di Orzo, Ceci e Bietole 

 

MERENDA

Quadratino di cioccolato 80% di cacao + Tè verde non dolcificato

 

CENA

Insalatina di Finocchi e arancia 

Fusi di Tacchino al forno con erbette aromatiche e Batata Rossa

 

                                                                                               Dott.ssa Laura Guarnacci, dietista

Domenica 3 Marzo 2019

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