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Introduzione all'Ipnosi: Fondazioni Moderne per una Disciplina Antica

Negli ultimi anni è rinato l'interesse per la coscienza e lo studio dei suoi stati, con un aumento delle pubblicazioni scientifiche su rilassamento e ipnosi. Numerosi lavori*, in particolare di neuroscienze affettive, neuro-imaging e  psico-neuro-immunologici confermano la potenza terapeutica dell’ipnosi, non limitandola a mero strumento di conoscenza e cambiamento. In questa rubrica illustreremo gli aspetti più moderni di una pratica nata secoli fa e che oggi sta vivendo un momento di nuova fondazione scientifica.

La Suggestione Ipnotica dal XIX secolo alle Neuroscienze

 

Articolo Redatto e Corretto da Michele Modugno

Articolo Divulgativo a Cura di

Veronica Budai - Psicoterapeuta

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CHE COS'È L'IPNOSI?


L'ipnosi è uno stato di coscienza alterato, che non si può valutare come intermedio tra veglia e sonno, essendo dotato di una caratterizzazione propria, sia neurofisiologica che di neuroimaging. Spesso, ed erroneamente, la si considera alla stregua di un fenomeno da baraccone, avendo giocato a sfavore film e pubblicità, tanto che ancora viva l'idea per cui, sotto il "potere dell’ipnosi" si possano commettere nefandezze o crimini. La realtà è ben diversa,  perché nel processo ipnotico la persona mantiene sempre una sua volontà e non agirà  mai in modo contrario ai propri principi e valoriMilton Erickson, uno dei massimi esponenti di ipnosi a livello internazionale, l’ha definita come un 'tipo molto particolare di comportamento complesso e insolito, ma normale, che in condizioni opportune può essere sviluppato probabilmente da tutte le persone comuni e anche dalla gran parte di quelle che hanno problemi di salute'.

Si tratta, principalmente, di una particolare stato sia psicologico che neuro-fisiologico, nel quale la persona funziona in un modo 'speciale', potendo pensare, agire e comportarsi come in un normale stato di coscienza (o anche meglio), grazie all'intensità della sua attenzione e alla forte riduzione delle distrazioni. In questa situazione focalizzata, l'individuo mantiene volontà e ragione, dimostrando anche di essere meno manipolabile, non coercibile. Non tutti i soggetti sono ipnotizzabili e nel 20% delle persone si stenta ad ottenere l'induzione. Viceversa, sono più inducibili i pazienti che si affidano, che possiedono un pensiero immaginifico e incline al sogno. Coloro che possiedono un pensiero ipercritico e che stentano a perdere l'autocontrollo devono essere condotti alla trance con un training iniziale.

COSA SI PUO' FARE IN IPNOSI?


È possibile modificare il vissuto sensoriale, il vissuto del proprio schema corporeo cosí come  ottenere un certo controllo del dolore. Il soggetto in ipnosi può orientare con facilità la propria introspezione nei diversi settori del suo organismo, può ampliare o ridurre le sensazioni che provengono dall'interno del suo corpo, può alterare i parametri fisiologici avvertibili come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la temperatura cutanea.

Risultati soddisfacenti si ottengono nel controllo emozionale (disturbi d'ansiaattacchi di panicorabbietristezze) e delle dipendenze (alcol, fumo, droghe), attraverso le varie forme di psicoterapia e ipnositerapia

È impiegata nella preparazione e nella conduzione del parto, in odontoiatria nelle varie fobie da studio dentistico e come analgesico, in dermatologia nelle diverse forme di malattie psicosomatiche e negli ultimi anni anche in oncologia, come strumento per il sostegno psicologico, impiegata come tecnica di rilassamento e nella riduzione degli effetti collaterali legati alle diverse terapie quali nausea, vomito, eccessiva stanchezza e naturalmente nella gestione delle diverse emozioni negative. Nel controllo del dolore, trova applicazione nella gestione della cefalea, deui fastidi legati alle mestruazioni e ai dolori post-traumatici. E’ quindi largamente usata dagli sportivi, ad esempio per la riduzione dei sintomi dolorosi, anche se trova impiego per la gestire lo stress e per mantenere certi livelli di concentrazione.

FENOMENI ASSOCIATI ALLO STATO IPNOTICO: RIVIVERE PER  INTERVENIRE


Durante l'ipnosi si possono manifestare reazioni emotive intense come il pianto, il riso, l'arrossire, o ancora reazioni neurovegetative, il mutare di profondità e frequenza respiratoria, ecc. spesso associabili ad una vera e propria scarica emozionale, con possibilità di rivivere un’emozione in un momento successivo a quando l’emozione è stata prodotta la prima volta. Il retrieval emozionale è, in particolare, un aspetto di prima importanza per il lavoro dello psicoterapeuta, perché permette di rivivere stati emotivi spesso rimossi perché fonte di trauma, in modo da risolvere alcuni nodi rimasti bloccati.


In accordo con F.Aquilar ritengo che l’attaccamento (Bowlby) e i livelli di coscienza (Erickson)  rappresentino uno strumento fondamentale per la psicoterapia e per il sollievo della sofferenza psicologica.

*: nel campo della gestione dei traumi e della prevenzione di ricadute nella depressione

Lunedi 6 Marzo

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